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Fuori campo

Concerto per voci, corpi e marionette

Fuori campo

Debutto Nazionale

Testo e regia di Gigi Borruso
Con Gigi Borruso, Ludovico Caldarera, Serena Rispoli
Scena e costumi di Elisabetta Giacone
Luci di Giuseppe Calabrò
Produzione Transit Teatro in coproduzione con Festival Visioni
Progetto vincitore del premio tuttoteatro alle arti sceniche dante cappelletti – vi ed. 2009

C’è vita nel sottoscala del Teatro?

Ogni volta mi ritrovo a desiderare sulla scena ciò che è escluso, separato, archiviato. E a tentare di mettere insieme poesia e polemica, stupore e indignazione.

Fuori campo è un concerto di voci e di corpi scomparsi da tempo alla vista. Ma anche un gioco sull’oscenità politica cui siamo esposti e sulle sue pratiche intimidatorie. Una riflessione sull’identità di gruppi e individui, sull’Arte teatrale e sulla sua capacità di interpretare il presente. Sono partito rileggendo le interviste realizzate da Danilo Dolci in Sicilia negli anni ’50 e ’60. Da quello sforzo generoso di comprensione, di indignazione, di rivolta che, in quegli anni, coinvolse tanti in un’idea di liberazione dei diseredati e di cambiamento. Sono poi sceso per strada a Palermo, realizzando una serie di interviste fra immigrati e senza dimora. Così ho pensato di far irrompere sulla scena le voci di quell’umanità oggi ignorata dai media e dal discorso politico. Solo la voce: residuo irriducibile di una condizione esistenziale. Epifania delle più profonde cicatrici dell’anima, che parla oltre le ideologie

dominanti, fuori dalle mistificanti logiche della comunicazione. Solo la voce, fuori campo. Che è ciò che forse rimane ancora in vita. Giacché l’immagine nella sua integrità è scientemente rimossa, sterilizzata, deformata, anche nella coscienza Dentro questo gioco, ora clownesco, ora livido, la pièce è attraversata da violente irruzioni del discorso politico contemporaneo, dalle chiacchiere che circolano fra grandi e piccoli protagonisti della scena nazionale: contrappunto inevitabile per descrivere la distanza che separa la realtà dalla manipolazione ideologica in atto.

Le registrazioni proposte nello spettacolo sono state effettuate a Palermo presso il campo nomadi della “Favorita”, fra i senza dimora che gravitano nella zona di Piazza Marina, fra gli immigrati sudanesi ospitati presso il Laboratorio Zeta. Verranno proposte inoltre alcune registrazioni originali di Radio Libera ( 25 marzo 1970), la prima radio “illegale” d’Italia, che visse solo per 27 ore prima di essere chiusa dalla polizia, da cui Danilo Dolci lanciò uno storico appello sul diritto e la libertà di informazione.

Gigi Borruso



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Per maggiori info: www.nuovomontevergini.com
Panormita.it